Centinaia di agricoltori impegnati

nella coltivazione di migliaia di ettari

di terra, aziende di lavorazione

delle sementi, grossisti, confezionatori, ed enti pubblici interessati,

lavorano assieme per il riconoscimento

IGP della Lenticchia di Altamura.

La road map per il riconoscimento
IPG della Lenticchia di Altamura

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Costituzione Associazione

Stesura bozza disciplinare
di produzione

Approvazione Regionale

Presentazione documentazione Ministero

Approvazione Ministeriale

Presentazione documentazione Unione Europea

Riconoscimento Europeo IGP

Presentazione documentazione Regione

La Lenticchia di Altamura è coltivata esclusivamente

nel territorio dell’Alta Murgia barese
e nella Fossa Pre-murgiana, tra Puglia e Basilicata.

È negli anni ‘30
che la Lenticchia
di Altamura
inizia la sua

importante ascesa commerciale.

2015

2017

Da semplice prodotto dell’economia agricola familiare inizia un percorso di esportazione grazie al merito di pochi commercianti altamurani, che in pochi anni vedrà questa lenticchia, inserita nei più importanti mercati nazionali e internazionali. La Lenticchia di Altamura verrà esportata in Inghilterra, Germania e finanche Stati Uniti, Canada, Australia. L’esportazione di questo prodotto avrà una forte ripercussione nell’economia di tutto il territorio della Murgia e della fossa pre-murgiana (Puglia e Basilicata).

 

In quegli anni gli ecotipi utilizzati davano un prodotto molto eterogeneo, era poi compito dei commercianti selezionarlo e distinguerlo per differenti dimensioni di diametro.

Intorno agli anni ‘70 l’industrializzazione e la fuga di manodopera della campagna, la mancata meccanizzazione, l’importazione di lenticchie a basso costo, la monocoltura grano su grano spinta da una miope politica agricola comunitaria, che fino a qualche anno fa era poco attenta alla salvaguardia di alcune colture,  ne hanno determinato la scomparsa.

Oggi la Lenticchia di Altamura vive la sua rinascita, la necessità di effettuare rotazione dei campi, la possibilità di raccogliere il prodotto in maniera meccanizzata e di produrre reddito con una coltura che fissa azoto nel terreno a vantaggio della coltura dell’anno successivo.

 

Nel 2007 è stata ottenuta l’iscrizione nell’elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, e nel 2013 è stato depositato il Marchio Collettivo a tutela del consumatore sulla qualità, le tecniche e il luogo di produzione.

 

Grazie alla disponibilità presso l'Istituto di Germoplasma (CNR di Bari) di poche decine di semi appartenenti a differenti ecotipi, nonché al forte impegno di alcuni agricoltori, nel giro di qualche anno si è riusciti a  recuperare oggi qualche decina di chilogrammi di sementi. Si sta cercando di caratterizzare queste sementi  in modo da avviare un percorso che potrebbe portare alla costituzione della varietà di lenticchia “di Altamura”.

 

Grande vantaggio trarrebbe anche la produzione di grano duro che attraverso la rotazione con la lenticchia averebbe le caratteristiche necessarie per ottenere una buona semola, base per la produzione del Pane DOP di Altamura.

 

E così oggi possiamo rivedere nei territori dell’Alta Murgia e della Fossa premurgiana i meravigliosi fiorellini bianco-glauco di questa antica pianta che tanta ricchezza aveva apportato a questo territorio.

Altamura

Ruvo di Puglia

Corato

Andria

Minervino Murge

Spinazzola

Poggiorsini

Gravina di Puglia

Montemilone

Palazzo San Gervasio

Forenza

Banzi

Genzano di Lucania

Irsina

Tolve

Matera

Tricarico

Cassano Murge

Santeramo in Colle

Partner

Università degli studi di Bari

 

Università degli studi della Basilicata

 

Ente Parco Nazionale dell‘Alta Murgia

 

Centri Regionali per le Tecnologie Agroalimentari

 

GAL - Terre di Murgia

Contatti

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